Problem solving – Troubleshooting

Metodi di ricerca e prevenzione dei guasti (Ed. Tecniche Nuove seconda edizione)

Presentazione:

Questo volume offre a tecnici e responsabili di manutenzione una pratica guida per gestire e migliorare i processi di manutenzione: alle informazioni di carattere metodologico, il manuale mette a disposizione modelli e schemi operativi facilmente e immediatamente utilizzabili per la progettazione o l’ottimizzazione di un efficace programma di manutenzione preventiva.
Nella prima parte del libro viene trattato il guasto, le sue manifestazioni ed i metodi di ricerca e soluzione definitiva (Troubleshooting), mediante la ricerca delle cause alla radice dei guasti (RCFA Root Cause Failure Analysis); un capitolo a parte è dedicato alla diagnostica strumentale, prove non distruttive e tecniche di manutenzione condizionale e predittiva. Nella seconda parte si analizza il tema della prevenzione dei guasti, trattando l’ingegnerizzazione dei processi, la progettazione e pianificazione di attività preventive, l’elaborazione di specifiche procedure, l’uso di famiglie tecniche di entità per standardizzare ed facilitare la creazione delle attività programmate.
Il manuale offre spunti e suggerimenti per ottimizzare gli interventi, ma dà soprattutto ampio spazio alle attività di prevenzione, anche dal punto di vista della sicurezza di chi opera, spiegando in dettaglio le procedure necessarie per costruire un programma di manutenzione preventiva efficace ed economico.
Il testo è corredato da un CD nel quale sono riportate in dettaglio, in formato Excel modificabile, tutte le schede di manutenzione preventiva relative alle famiglie tecniche descritte nella seconda parte del libro. Il CD contiene inoltre un modello di scheda per descrivere le attività standard di ricerca guasti, manutenzione correttiva e programmata e un modello della procedura di manutenzione, redatto secondo le norme ISO EN UNI 9001.

L’autore:
Paolo Stefanini, ingegnere meccanico, certificato III livello (manager di manutenzione) CICPnd, è Senior Consultant ed applica metodologie e tecniche per l’ottimizzazione e l’integrazione dei processi di produzione e manutenzione. Collabora in forma continuata con la società Festo CTE, anche in attività di formazione.

Contattaci a questo indirizzo: info@manutenzionet.com

Recensione di Francesco Maria Cominoli
Past President AIMAN

La visibilità dell’Ingegneria di Manutenzione come disciplina a sé stante è una conquista recente. Gli appassionati dell’Arte (avrei dovuto dire “addetti”, ma sarebbe stato riduttivo…) hanno impiegato circa trent’anni per vederla diventare oggetto di Corsi Universitari e di Master di crescente  successo e diffusione. L’amico e collega Paolo Stefanini ha investito ed investe nella promozione dell’Arte una forte presenza dalla prima ora, fatica, competenza e tantissimo entusiasmo.
La strada da fare, però, è ancora molta, se si pensa che la cultura di manutenzione è tutt’altro che adeguatamente diffusa nelle Aziende. Dato che questa non è sede per astrazioni né filosofie, ma di presentazione di un concreto strumento operativo giunto brillantemente alla sua seconda edizione, è bene chiarire che possedere  Cultura di manutenzione vuol dire (in estrema sintesi)  aver interiorizzato che la medesima è una fase del Processo produttivo ed è il risultato di un Progetto di Ingegneria.
Certamente, se l’approccio manutentivo dominante è la  riparazione a guasto avvenuto (manutenzione correttiva), vedere la manutenzione come fase del Processo non è propriamente immediato…. ma una buona organizzazione della manutenzione ha proprio come obiettivo di rendere minimo (non dominante !) il fabbisogno di manutenzione correttiva.
L’Ingegneria di Manutenzione ha infatti come missione l’individuazione e l’aggiornamento regolare del  mix ottimale tra manutenzione correttiva e manutenzione preventiva nelle sue tre forme canoniche: ciclica, predittiva e migliorativa. Troverete ampia trattazione all’interno.
Dire Ingegneria di Manutenzione comporta automaticamente che il mix ottimale, il minimo costo globale del servizio, è ottenuto e monitorato analiticamente, analizzando ed estrapolando opportunamente dei numeri. Diversamente non sarebbe ingegneria. Perchè lo sia,  occorrono delle misure.
E trasformare un evento (oltre a tutto imprevisto, sgradito, talvolta traumatico) in una serie di misure e quindi di numeri capaci di coglierne l’essenza, le tendenze in essere, i segnali premonitori… è un’arte non improvvisabile, che Stefanini mette a disposizione del lettore come se fosse una cosa (quasi) semplice.

L’analisi dei guasti è prima di tutto un processo logico di causa-effetto. Solo dopo averne assimilato la logica si arriva alla selezione delle misure vere e proprie. Pensiamo ad un sistema ad alta automazione che subisce un guasto: sul DCS compare un vero e proprio sciame di allarmi, ma la causa scatenante è una sola. La logica e solo quella ci permetterà di individuarla. Dopo sapremo se l’ unità di misura che identifica l’anomalia sono gli Ampère piuttosto che i Gradi Centigradi, piuttosto che…..
Paolo Stefanini  ha deciso intelligentemente di concentrarsi sulla conversione del guasto in risorsa in quanto è dall’analisi degli eventi non voluti che l’Ingegneria di Manutenzione seleziona e pianifica le attività capaci di contrastarli e ne valuta la convenienza economica. Per inciso, il contenuto informativo dell’evento “guasto” è stato pagato, fa parte del know-how aziendale e non è acquistabile all’esterno. Il non sfruttare tutto ciò è uno spreco inammissibile.
Con questo approccio si riesce a superare anche il subdolo ostacolo che insidia e frena il ricorso alla prevenzione: costi concreti e visibili a fronte di “non-guasti”, dei non-eventi, col dubbio che “…..magari non si sarebbe guastato nulla in ogni caso….”  .
Bene: un piano di prevenzione scaturito dall’analisi dei guasti permette di verificare analiticamente il corrispondente successo, tecnico ed economico. Non è poco, e interessa da vicino anche il progettista: una buona manutenibilità, mutuata dall’esperienza, aggiunge valore al progetto senza alterarne i costi e riduce, talvolta di molto , il costo di vita utile del bene.

La prerogativa saliente del testo di Paolo Stefanini consiste proprio nel  guidare l’utilizzatore ( con logica, rigore e semplicità ) nella trasformazione del guasto da perdita/danno a informazione preziosa . Credo che  questo sia anche il motivo del suo successo….

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Manutenzionet Sas di Paolo Stefanini &C
via 4 novembre, 6 – 43010 Pilastro di Langhirano (PR)
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